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Sputtanare la propria Brand Reputation (3.0), grazie agli strumenti di controllo della Brand Reputation (sul web 3.0)


In questo splendido post di alebegoli.

L’esempio calzante di tutta (l’inutile) arroganza di una azienda (qualunque essa sia) che grazie ai suoi “meravigliosi e mirabolanti” strumenti di monitoraggio delle conversazioni digitali e della propria reputazione digitale, intercetta il tuo commento negativo e “ti prega” di non farlo più …

Il peggior modo di essere conversazionali nell’era del web 2.0, ops pardon ormai già 3.0 (chi offre di più?)

Il classico errore da aziende ed enti ad elevato eccesso di testosterone digitale …

e potrei continuare …

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8 Comments on “Sputtanare la propria Brand Reputation (3.0), grazie agli strumenti di controllo della Brand Reputation (sul web 3.0)”

  1. #1 scaminati
    on giu 26th, 2009 at 09:26

    Credo che ai commenti negativi sia meglio rispondere cordialmente e cercare di far leva sui nostri punti di forza.

    Le aziende, purtroppo, non riescono ancora ad entrare nell’ottica del web 2.0 e della brand reputation.

  2. #2 micheleficara
    on giu 26th, 2009 at 09:37

    è questo il segreto (semplicissimo) infatti …

    io non ci credo che esista una azienda perfetta senza commenti e critiche negative …

    saprebbe troppo di finto …

    :-)

    i commenti e le critiche negative servono ad avviare una conversazione, e fanno bene al brand ed ai consumatori

    chi (tenta) di nasconderle … ha perso in partenza …

  3. #3 scaminati
    on giu 26th, 2009 at 10:07

    Purtroppo però le aziende hanno paura del commento negativo, per questo credo ci sia bisogno di qualcuno in grado di guidarle.

    Noi stiamo facendo questo con il Personal Digital VIP (o digital brand manager). Accompagnare personaggi pubblici e/o aziende in un percorso attraverso gli strumenti del web 2.0.

    Anche la formazione, da quello che ho notato, è un elemento molto importante per far capire a chi si occupa del marketing che un commento negativo, se ben gestito, può portare vantaggi e nuovi contatti all’azienda.

  4. #4 micheleficara
    on giu 26th, 2009 at 14:24

    conosco bene questo mestiere

    :-)

    personalmente da tempo alfabetizzo multinazionali ed aziende italiane proprio nella gestione del consenso e molto spesso del dissenso …

    :-)

    bisogna spesso “resettare” le teste dei manager vittime dei vecchi concetti militari di marketing tattici e fargli capire che invece si trovano “tra amici” alla pari …

    è dura ma spesso ce la facciamo …

    :-)

  5. #5 Alessandra
    on giu 26th, 2009 at 16:13

    La cosa più sorprendente, per certi versi, è che qui i protagonisti sono professionisti della comunicazione “tradizionale”, cioè ottimi pubblicitari ed esperti di immagine.
    A volte basterebbe un mix di buonsenso, autoironia, e non tirarla tanto dall’alto.. :-)

  6. #6 micheleficara
    on giu 26th, 2009 at 16:30

    parole sante ale …

    … sono veramente stupito anche io della cosa, diciamo che può diventare una bella “case histories” per i miei prossimi convegni sull’argomento …

    … dopo Carrefour renderò famosi anche loro …

    :-)

  7. #7 Alessandra
    on giu 26th, 2009 at 18:03

    Michele, magari prima di infierire aspettiamo di vedere se mostrano segni di ravvedimento ;-)

  8. #8 micheleficara
    on giu 26th, 2009 at 22:43

    sarebbe interessante …

    :-)

    arricchirebbe la “case histories”

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