ministro brunetta

Brunetta: stop a Facebook per gli statali

Leggo questo articolo sulla stampa analogica ed inorridisco un pò …

Capisco l’esigenza di efficientare la PA ma forse il ministro Brunetta dovrebbe leggere proprio questo articolo

Un Suggerimento per il Ministro Brunetta: magari lasci aperto Facebook (solo) durante l’orario di pausa, mi sembra un giusto ed utile compromesso (storico).

Con affetto (istituzionale).

micheleficara scrive:

nel frattempo ho incontrato Michele Vianello Vicesindaco di Venezia che mi conferma che prestoarriveranno 700 Hotspot gratuiti per i cittadini ed a (poco) pagamento per i turisti …

dato che internet non la si può fermare mi vedo già un incremento dei netbook da borsetta negli uffici pubblici …

è initile cercare di mettere (stupide) imposizioni dall’alto, si riuscirà sempre ad aggirarle …

evviva l’impiegato (statale) che servirà meglio il cittadino grazie alle ore (anche lavorative) utilizzate in rete …

anzi nei prossimi concorsi statali metterei l’obbligo di possedere una cultura di base della rete per potere accedere a posti pubblici …

altro che chiudere internet …

🙂

Flavia Marzano scrive:

… e poi si parla di Pubblica Amministrazione 2.0… ma perché continuano a parlare a vanvera di cose che non sanno?
Io qui http://www.facebook.com/note.php?note_id=96675403034&ref=mf propongo una scuola per i politici…
🙂

micheleficara scrive:

vedo che anche su facebook la discussione si è infiammata …

http://www.facebook.com/profile.php?id=651995245&ref=name#/posted.php?id=651995245&share_id=169096240503&comments=1&ref=mf#s169096240503

e questo è buono, mi piace il confronto tra punti di vista …

🙂

Roberto Scano scrive:

L’uso della rete (ed in generale degli strumenti informatici e di comunicazione, telefoni e fax compresi) in orario di lavoro è sempre stato un problema e trovo corretto che le P.A. impediscano agli utenti di utilizzare a fini personali dei contenuti (e lasciam perdere che con Facebook si cresce: una cosa è partecipare in facebook come ufficio/azienda, altra cosa è partecipare come privato per accrescere il proprio “patrimonio culturale” usando le risorse e il tempo aziendale).
Non sono nemmeno d’accordo di aprire i firewall nell’ora libera perchè in ogni caso gli strumenti che utilizza non sono suoi ma sempre di proprietà dell’azienda (e in questo caso dello stato).
Purtroppo quella identificata da Brunetta è una “malattia” tipica: basta fare un giro in rete per vedere quante persone in orario di lavoro postano su forum, ecc. ecc. e per tale motivo non andrebbe colpito “facebook” ma andrebbe ricordato al dipendente il corretto uso degli strumenti di comunicazione (non solo internet, anche il telefono, i fax, ecc.) aziendali che sono dell’azienda e non per uso personale dell’utente.
La cura non è quindi chiudere l’accesso a facebook o ad altre applicazioni (altre amministrazioni chiudono l’accesso a youtube) ma far crescere la cultura per cui in orario di lavoro gli strumenti vanno utilizzati a fini lavorativi.