OBAMA COME LO VEDO IO UN PERFETTO PUZZLE DI ELEMENTI DI MARKETING BEN CONNESSI TRA LORO MA ESPANDIBILI

OBAMA COME LO VEDO IO, ovvero UN PERFETTO PUZZLE DI ELEMENTI DI MARKETING BEN CONNESSI TRA LORO MA ESPANDIBILI

Grazie a Udronotto che mi ha concesso l’utilizzo dell’immagine.

Obama ha vinto, il prodotto di marketing “obama” ha vinto, il digitale ha vinto, la politica ha perso.

Appunto, non sposo più una fede politica da tempo, dato che (sopratutto in america) l’ideologia è (IMHO) persa per sempre e la politica è puro marketing di prodotto per un consumatore (però) sempre più attento e non più intontito da arcaiche ideologie .

Sono felice quindi che Obama, ed il relativo prodotto di marketing chiamato “obama” abbia vinto la presidenza degli stati uniti il paese più potente(forse dopo la cina) al mondo, ora ci sarà una svolta nella politica che non sarà più (mera ) ideologia ma finalmente uno strumento che spero soddisferà i suoi “consumatori”

Lo ammetto io sono un consumatore del “digitale” e Obama è sicuramente il migliore esempio di un uso eccellente ed eccezzionale delle potenzialità della comunicazione sociale e digitale.

Sopratutto sono contento perchè chi ha costruito il prodotto di marketing chiamato”obama” ha finalmente intuito cosa vuole e come interfacciarsi con la gente, come comunicare con loro, come emozionarli, ed anche (perchè nò) a gestirli in tempo reale attraverso il potente (ed oggi assoluto) ambiente digitale.

Penso a quello che ci ha combinato W.Bush l’unico che è riuscito nel contempo a distruggere la new economy e creare l’11 settembre per farci vivere (nemmeno tanto comodamente) in un mondo intriso di terrore e guerre preventive e di menzogne su armi di distruzioni di massa.

Obama è digitale è liquido, è nero, è magro, è intrigante, ha un bel blog, usa linkedin, sguazza nei social media, ha delle bambine simpatiche, ha una moglie che compra i vestiti alla standa, è uno di noi, di loro, di tutti …

… ALMENO COSì RECITA L’ETICHETTA DEL PRODOTTO DI MARKETING CHIAMATO (obama)

Adesso però quel prodotto di Marketing chiamato “obama” è sulle tavole dei cittadini (digitali) di tutto il mondo e verrà aperto, assaggiato, commentato, discusso, apprezzato, deriso, idolatrato.

Vedremo così, se non perderà il colore al primo lavaggio, se il software andrà in palla al secondo riavvio, se improvvisamente si solidificherà, insomma quanto Obama rispecchierà il prodotto di marketing chiamato “obama”.

Come sempre aspetto i tuoi commenti 🙂

micheleficara scrive:

@maurizio @maria teresa mi sembra che siate equilibrati entrambi a mio avviso …

avete dato una bella svolta alla discussione, considerando la complessità del problema e le forze in gioco …

una cosa però mi sembra certa, in un momento così importante per l’evoluzione mondiale mentre tutti si mobilitano, noi facciamo battutine …

… e questo mi preoccupa non poco …

Maurizio scrive:

🙂 Nessun dribling sui punti di discussione, promesso, semprechè le domande non siano a senso unico e pacatamente dibattute.
Io non ho festeggiato per Obana nè l’avrei fatto per McCain, sarò mero osservatore dei fatti, non sono avvezzo a lusinghe, tantomeno di chi non conosco.
Sono però sicuro di una cosa: avremo modo di accapigliarci…;)
Buona giornata

Maria Teresa scrive:

Ti scrivero’…elencando i motivi della mia felicita’ della vincita di Obama…
Pero’ tu rispondi ai punti di discussione, non dribblare 🙂

Buon weekend

Maurizio scrive:

Visto che “non accordiamo”, come dici tu se vuoi discuterne o Michele apre un nuovo argomento nel Blog oppure la mia email è [email protected]
Come vedi l’initulità della discussione non è da me condivisa.
🙂

Maria Teresa scrive:

Fa niente…
stavamo parlando del commento fuori luogo di Berlusconi e tu rispondi con altro argomento…di cui abbiamo assodato, non accordiamo…inutile continuare.

Buon w-e!
Maria Teresa

Maurizio scrive:

Maria Teresa, tra Obama e McCain la differenza per me era ingiudicabile io non sono americano e se avessi dovuto esprimere un voto sarei stato indeciso sino all’urna.
Le aspettative in un cambiamento muovono le coscenze popolari e fanno “insorgere” i popoli, forse qui da noi. Agli statunitensi piacciono i talk-show e le falsità da tabloid scandalistici. Obama ha vinto, evviva il Re. Avrà bisogno di più di una coincidenza astrale per risolvere i problemi reali dell’economia interna, della sanità e della politica estera che vede gli USA in prima fila su due fronti di guerra.
Busines is busines ed il petrolio è in medio oriente, i fronti di guerra non verrannno spostati, del resto è storicamente provato che i più belligeranti tra i presidenti USA sono stati proprio i “democratics”.

Maria Teresa scrive:

Maurizio – il mio ‘ignorante’ era riferito ad una classe politica (tanti in Italia, dimostrato in tanti modi) ce governa il nostro paese…e alla Palin che ha affiancato McCain in questa campagna!

Non capisco il tuo riferimento alla stampa, io mi riferisco alla stampa MONDIALE (da destra a sinistra) che ha ripreso il commento di Berlusconi, e guarda caso, non lo ha identificato con il folklore del popolo italiano, ma come un atto grave e di mancanza di rispetto.

Chiudiamo qui la faccenda perche’ davvero non c’e’ molto da aggiungere..come dice Michele, c’e’ un limite a tutto e, tra Berlusconi e Gasparri, nelle ultime 48 ore, si e’ superato…

Maurizio scrive:

Scusami Maria Teresa non per venir meno al tuo relativismo ma inquanto “fautrice” del medesimo converrai con me che il tanto decantato British humor è venuto meno.
Deprecabile o no, anche giudicando la battuta infelice non mi sembra che i giornali inlgesi siano più qualificati dei nostri ma forse si peritano di poter giudicare sempre e comunque, oltretutto essere abbronzati mi sembra glamur!!
Ad ogni modo evitarla sarebbe stato sicuramente più diplomatico.
Detto ciò, l’oggetto della discussione era il nuovo presidente Americano e non certo il presidente del consiglio italiano anche se probabilmente il tuo ignorante era rivolto a lui.

micheleficara scrive:

@maurizio @mariateresa d’accordo con voi su molti punti, invece sono stufo marcio di un presidente del consiglio detto anche berlusconi che non perde occasione per sparare queste banalità, capisco che anche i grandi uomini abbiano grandi difetti … però a tutto c’è un limite …

… poi almeno facesse ridere …

🙂

Maria Teresa scrive:

Maurizio – io sono una grande fan del relativismo, ma ci sono delle cose sbagliate in assoluto, tipo che il presidente del consiglio faccia dell’ironia sul colore del nuovo predente degli stati uniti….

Immagina che tutti i maggiori, piu’ importanti quotidiani a livello mondiale hanno ripreso la notizia del ‘giovane, bello e abbronzato’ e non per coglierne il fattore folkloristico, ma uno un po’ piu’ forte e negativo…ai un’occhiata al Guardian, the Times…

Giustifichiamo pure questo e viva l’Italia!

Maurizio scrive:

Per rispondere a Maria Teresa e ad altri amici.
Solitamente non posto commenti ma Michele è un amico ed è stato un piacere farlo.
Detto ciò, scopro che un mio pensiero e come tale dev’essere valutato è oggetto di analisi sin troppo approfondite.
Le parole non sono quasi mai esaustive e quindi, quasi sempre, oggetto di interpretazione.
Ora, cosa sia balenato nella cervice degli amici d’oltre Oceano è difficile immaginarlo e la scelta del presidente non la limiterei esclusivamente all’ingnoranza di questo o quel candidato anche perché bisogna capire che cosa si intende per “ignoranza” ovvero il non conoscere, od altro (politica, realtà socio-economiche…).
Di sicuro l’aspetto mediatico e quindi la capacità di comunicare ed essere “intellegibili” ha prevalso su qualsiasi altra variabile.
Un grosso difetto italico è quello di “somatizzare” e di trasferire nella patria della pasta tutto ciò che noi vorremmo che fosse.
Votare negli USA è sicuramente più semplice e comunque vada non avrà scelte epocali né meramente socio-culturali, si cambia trend e basta, due mandati del partito repubblicano con un presidente scadente come G.W. Bush…bastano ed avanzano.
Se poi come qualcuno fa notare, esponenti di spicco della politica italiana commentano la novità positivamente o negativamente in modo colorito beh, credo che faccia parte del nostro folklore!!

micheleficara scrive:

@marongina qui mi trovi d’accordo la piccolezza di un certo tipo di politica italiana (di destra e di sinistra) è la nostra primaria vergogna nazionale anche prima dei rifiuti …

@Maria Teresa … magari …

marongina scrive:

Prodotto di marketing o no, l’elezione di Obama non fa altro che mettere in evidenza la nostra misera piccolezza. Sentire dei commenti da parte di alcuni politici italiani come “Sarà contenta Al Queda” o “E’ bello, giovane e abbronzato” mi fa vergognare di essere italiana.
W Obama…hoping that change happens!

Maria Teresa scrive:

Per coloro che hanno dubbi (ancora) sul perche’ la gente non ha votato McCain e compagnia a seguito…ecco un (solo uno, perche’ ce ne sono migliaia di) video che dimostrano che non solo la gente (in America) ha voglia e bisogno di cambiamento, ma e’ intelligente e ci vede bene difronte a condidati ignoranti o, almeno, non adatti a governarli…

Non so che tipo di informazioni sono giunte in Italia, ma la Palin e’ di un’ignoranza spaventosa…in Italia non importa quanto ignorante e quanto scuro il tuo passato e’…in America, forse (anzi, sicuramente) si’…

Uno dei motivi della vittoria di Obama, per rispondere a Maurizio…un paese non si governa nemmeno con l’ignoranza!

Spero (per la prima volta) che l’Italia possa prendere ispirazione dall’America…
http://uk.youtube.com/watch?v=MWZHTJsR4Bc&eurl=http://www.411mania.com/politics

Happy day!
MT

micheleficara scrive:

vi ringrazio tutti per l’altissimo livello dei commenti !!!

🙂

che dirvi siete stati tutti molto esaustivi …

@tubaz … forse dovevo dire “ha lasciato accadere il 9/11” del resto a Bush figlio (di …) serviva una ottima scusa per far consumare fantastiliardi di dollari in armamenti ed affini e … potere essere rieletto senza fare nulla di buono …

stasera in aereo leggevo un interessante articolo del sole 24 ore dove la (doppia) presidenza Bush veniva (a gran ragione) considerata la peggiore di tutta la storia americana (vietnam compreso)

non mi stupirei se nel film che vedranno i nostri figli sull’11/9 vedessero poi come la presidenza Bush ha “lasciato accadere le cose” …

esattamente come abbiamo visto nel film di Pearl Harbour dove era palese che hanno lasciato bonbardare deliberatamente (dopo però avere preventivamente portato via tutte le portaerei) il porto al solo fine di avere una scusa plausibile per entrare nel secondo conflitto mondiale…

e questa non è fantapolitica, ma solo storia …

Tubaz (Roberto) scrive:

Su Obama il tempo dirà, poco possiamo sapere ora. Certo che dopo G.W.Bush difficile far di peggio.
Io non sono poi così convinto di questa visione “marketing” della faccenda. Io credo ancora alle sensazioni di pelle: questo piace, punto. Poi certamente ci si puo’ lavorare su ma io sono il meno indicato per fare discorsi di questo tipo.
Io spero solo una cosa, che possa realizzare almeno un decimo di quello che ha in testa, perchè fare le cose è davvero difficile, qui da noi e là da loro.
Un’ultima cosa che spero non faccia esplodere questo blog riguarda la tua visione sul 9/11. Scrivi: “Penso a quello che ci ha combinato W.Bush l’unico che è riuscito nel contempo a distruggere la new economy e creare l’11 settembre”
Beh io non ci credo al complotto. Volevo solo dirtelo. Mi sono inizialmente bevuto alcune delle cose che i complottisti hanno detto ma poi mi sono informato. Ti garantisco che mi sono fatto anche un discreto mazzo a leggere quantità di pagine che smentiscono punto per punto le varie tesi di complotto. C’è una grossa fatica alla base di questo cioè il fatto che se uno parla di un complotto trova terreno molto fertile, la smentita è difficile, tecnicamente lunga e spesso non resa visibile come dovrebbe. Intendo dire che è più facile dire o suppore che “l’uomo non è andato sulla luna (e ancora qualcuno crede a questa scemenza)” piuttosto che mettersi lì a dimostrare che invece ci sono andati sul serio. Detto ciò, quasi fuori tema, auguro davvero all’Obama analogico di riuscire a far funzionare meglio il suo paese, per il bene di noi tutti.
Roberto

Andrey Golub scrive:

per ora e’ solo un brand, senza dubbi. L’ho visto nascere su Spock (quando ero molto dentro e quindi sapevo come funziona tutto), e poi sui vari altri Social Media.
penso che e’ abbastanza “facile”, trovando una parola bella come “change”, creare intorno a quello una “cultura”, una cosa vicina al “sogno Americano”. gli USA sono nei crisi, nel culo … Read Morepiu’ peggio di cosi’ non si puo’ immaginare.. e quindi urlare “change” ti garantisce tutti i voti! Ma ora che si fa!? 🙂 vediamo!

per ora per me Obama e’ solo un grande Brand Manager/ Sales Manager per il suo brand personale. vediamo se diventa anche un bravo General Manager o almeno COO! 🙂

“vittoria della democrazia americana”? ma che czta 🙂 chi ha vinto? il BRAND MARKETING OFFICE di Mr. Obama. il popolo ha supportato la campagna 1.0/ 2.0/ 0.0, il popolo ha supportato il buzz creato dal Obama Brand project. beh, ora VEDIAMO cosa sono capaci fare oltre marketing 😀

Sean Carlos scrive:

Michele, ho fatto la nottata a seguire gli eventi senza dormire, quindi ti rispondo ora in inglese.

Yes, Obama executed an excellent campaign. Yes, his message was well crafted and resonated with many. Yet modern success is a mixture of both style and substance. You seem to be cynically arguing that Obama is simply the triumph of style, a reincarnation of the Madison avenue packaging of Richard Nixon (as chronicalled in 1968’s “The Selling of the President”).

Me thinks not.

Obama’s community organizing in the barrios of Chicago, so derided by Palin, says a lot about the man. There is really substance here – including a hardening which many seem to have underestimated.

I am a realist… the problems confronting America (2 wars, spending financed by borrowing from the Chinese rather than raising taxes, the triumph of blatant greed pulling the financial system to its knees) are… significant. That said, it does seem to me that Barack has the mettle to meet the challenge… more so than any other politician I can think of.

Sono molto contento ora, senza negare la realità in cui NOI ci troviamo.

– Sean

Maria Teresa scrive:

Sono daccordo su parte del tuo cinismo, ma Obama non penso abbia vinto perche’ e’ giovane e bello! Ne’ tantomeno McCain ha perso perche’ e’ vecchio e passato!
Ha vinto perche’ ha saputo usare le parole giuste, con le persone giuste, usando i canali giusti…
(non dimentichiamo che tra i due candidati i soldi spesi sono stati gli stessi, e McCain ha continuato fino all’ultimo minuto a fare campagna)..
Le parole giuste sono state ‘guerra in Iraq’, ‘sanita’ per ricchi e poveri’, ‘climate change’, ‘tax reform’, etc… La politca estera e’ cara davvero a tutto il mondo e, quindi parole giuste tipo ‘impegnarsi per la pace nel mondo’, ha attratto nomi grossi e premi nobel per dare supporto a Obama…parole che McCain non ha usato. Sempre quest’ultimo si e’ fatto affiancare da personaggi, tipo la Palin, che farebbero tremare chiunque con un pezzettino di cervello ancora funzionante, all’idea di essere governati da loro..
Ovviamente, il mezzo e la campagna condotta da Obama sono stati semplicemente molto piu’ intelligenti…

L’associazione che fa Michele con il prodotto di marketing e’ perfetta: oggi se vuoi vendere un prodotto devi capire cosa il tuo target vuole, farti supportare da testimonial che possano arrivare oltre le tue posssibilita’, usare i mezzi che il tuo target usa e parlare con / a loro con lo stesso linguaggio…
Il downside della nuova era e’ che non si puo’ piu’ vendere ‘aria fritta’…quindi, se il prodotto non vale, l’effetto boomerang e’ molto piu’ potente e negativo di quanto non lo fosse con il marketing tradizionale…

E, se il prodotto Obama sia aria fritta o oro, lo dira’ il tempo…incrociamo tutti le dita perche’ le politiche estere e (alcune) economiche americane influenzano anche altri stati, come l’Italia!!

God bless America, indeed!
Maria Teresa

maurizio scrive:

Proverò a fare un’analisi cinica e poco “Politically Correct”

Se si chiedesse a molta gente statunitense perché è contenta dell’elezione di Barack Obama si otterrebbero anche risposte assurde: “Perché era tempo che un nero divenisse Presidente”. E dove sta scritto che un nero non possa essere un cattivo Presidente? “Perché è un giovane, perché da lui ci si può aspettare un cambiamento”. E questo è un pregiudizio ancora peggiore di quello che vuole i vecchi più saggi dei giovani. Inoltre il cambiamento può essere per il meglio come per il peggio. E poi, quale cambiamento? Chi sarebbe in grado di riferire quale sia il programma concreto di Barack Obama?
La realtà è che nessuno ha un’idea di ciò che quest’uomo possa fare, soprattutto dovendo affrontare problemi che farebbero tremare un “semidio” (colui che secondo la mitologia greca nasce dall’unione di un dio ed un mortale).
Benché il sistema statunitense sia presidenziale, al sommo domina un’oligarchia di competenti e consiglieri. Il Presidente non è un dittatore. C’è il Congresso, c’è il Senato, c’è tutta un’organizzazione che, in parte, vive di vita propria. Quando nell’era Clinton si parlò molto di riforma dell’assistenza sanitaria, anche sotto la spinta di Hillary Clinton, alla fine non si arrivò a nulla: i freni della base si rivelarono più forti della volontà del vertice. Ecco perché da un lato la volontà di Obama ci è ignota, dall’altro, qualunque sia, avrà un peso notevole ma non determinante.
Non vorrei sembrare il solito “di parte” ma a mio giudizio le elezioni americane sono meno significative di quelle italiane. L’Italia ha avuto il più grande partito comunista del mondo libero e questo ha lasciato un’eredità, nel Paese. La nostra sinistra è più arrabbiata, più radicale, più anti-occidentale di altre. Dunque la scelta fra le due coalizioni può comportare conseguenze notevolissime, nella società. Gli Stati Uniti, al contrario, sono molto più stabili ed unitari. La differenza fra repubblicani e democratici è molto meno grande. Fra l’altro, contraddicendo uno dei miti della sinistra, i Presidenti democratici si sono dimostrati più bellicosi dei Presidenti repubblicani. Ecco perché non si sa che dedurre, dalla recente elezione.
Sappiamo che Barack è giovane, slanciato ed indossa vestiti alla moda. Sappiamo che sa infiammare gli animi delle folle con discorsi tanto veementi quanto inconsistenti, da predicatore. Sappiamo che ha vinto il beauty contest, il concorso di bellezza, con John McCain, ma sappiamo anche che un paese non si governa con la bella presenza.
E purtroppo Obama fino ad oggi ha fatto leva solo sul suo fascino, non sui suoi programmi o sulle sue idee.
Potrebbe rivelarsi un ottimo o un pessimo Presidente i fatti lo dovranno dimostrare.
Una campagna elettorale meno mediatica, meno spettacolare ma più concreta sarebbe stata preferibile ma la gente non ama strapazzarsi le meningi: negli Stati Uniti si è svolta la campagna che poteva svolgersi. Chi avesse tentato di farne una diversa probabilmente avrebbe perso. Come ha perso Hillary Clinton che si è dimostrata concreta e competente ma è rimasta “antipatica” e non premiata come donna.
In buona sostanza, queste elezione le ha perse John McCain, un candidato che seppur eroe di guerra è anagraficamente troppo datato per suscitare entusiasmo in un elettorato giovane, senza dimenticare l’eredità scomoda di George W. Bush che certo non ha contribuito alla causa repubblicana.
Non rimane che incrociare le dita: God bless America, loro amano dire così!!
In culo alla balena Obama…

M.

micheleficara scrive:

mariateresa hai centrato il punto !

politica appunto !

ma cosa è diventata oggi la politica (che si è sempre basata sull’idealismo delle masse spesso fomentato dall’ignoranza dei fatti reali) in un mondo colto e connesso dove si vive in tempo reale.

rifletterei su questo …

🙂

Maria Teresa scrive:

Non penso sia un caso che coloro che abbiano votato obama siano anche coloro che sono familiari con internet, col digitale, con la sensibilitá ai temi sociali, che quindi usano i Social media per far sentire la propria voce e credono in un futuro migliore….
E, non penso che sia un caso che coloro che hanno perso, siano coloro che resistono al cambiamento!!

Marketing e digital vincono, ma io direi anche politica, michelino 😉

Mt